Il giornalismo che non c’è.

novembre 11, 2008

Mi ha sempre fatto impressione il termine “circuito mediatico”. Forse perchè non so cosa significhi veramente. Da quanto ho capito, è quel “tunnel” nel quale scorrono determinate notizie, e solo quelle…

Sembra quasi che il mondo sia quello rappresentato dal circuito mediatico e basta. Ascoltando le persone, mi accorgo proprio di questo: tutti parlano delle stesse cose, delle stesse notizie, per poi dimenticarsene dopo un po’ e parlare di altre news: quelle nuove ancora per poco. Questo modo di fare informazione non si limita a quanto pare all’Italia, seppur il Belpaese rappresenta un esempio molto peculiare su questo fronte. Il circuito mediatico è globale, appunto. E così accade che i lettori di giornali e, più in generale, i fruitori di notizie vengano trattati come maiali “acefali” a cui dare da mangiare: notizie su notizie, sempre le stesse e il più delle volte superficiali. L’errore c’è ed è da entrambe le parti: da un lato, il lettore che smette di farsi un’opinione, di ragionare con la propria testa e fagocita tutto e, dall’altro, un modo di fare giornalismo servile ed eccessivamente vicino al potere. Il risultato è l’assenza di “opinione pubblica”, la quale non esiste perchè non può esistere in questo sistema un po’ strambo e omologato. Con buona pace della democrazia.

In questo modo, se voglio sapere cosa sta succedendo in questi giorni in Africa devo affidarmi ad altri “circuiti”, ad altri canali, non insomma a quelli “pubblici”. E così, persa ogni speranza nella tv, non resta che optare per il quotidiano a cui non chiedo di occuparsi di proprio tutto ciò che accade nel mondo (missione per così dire impossibile), chiedo solo di non essere considerato un maiale…

Nicola.

11:44 am

20081111-afroamericani

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2 Risposte to “Il giornalismo che non c’è.”

  1. Federica Says:

    Mi ricordo una frase detta da Nanni Moretti nel film “Palombella Rossa”, nel quale incarnava il personaggio di un campione di pallanuoto che viene intervistato. Il giornalista gli chiede qualcosa tipo “cosa ne pensa di questo trend negativo?” e lui va su tutte le furie ed inveisce “trend negativo? cosa vuole dire trend negativo?”….” sono importanti le parole!”
    “Circuito mediatico” è tremenda come espressione, qui in Francia si sono calmati un poco; ma un pò di anni fa continuavano a parlare di “interactivité” per degli oggetti elettronici che svolgevano semplicemente i loro compiti elettronici, ed io continuavo ad irritarmi e a pensare “ma quando la capiranno che la sola vera inter-attività si svolge fra gli esseri viventi???”

  2. Nicola Says:

    Esatto Federica, è proprio questo il punto: molti giornalisti dicono solo le cose che la gente vuole sentire dire, sono loro i primi a non avere punti di vista, a “non alimentare l’informazione”…
    Ps: Neanche a farlo apposta, ricordo che qualche mese fa lo stesso Moretti disse: “In Italia l’opposizione non esiste più ma c’è un altro fenomeno ancora peggiore: non c’è più un’opinione pubblica. Il dominio di Berlusconi sulle reti televisive ha spostato e devastato il modo di pensare degli italiani”.


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