Tra la fine e l’inizio.

dicembre 31, 2008

Dopo un lungo silenzio (che tu Nimo conosci bene e a cui sei abituato), ti scrivo per augurarti uno splendido anno. Ogni anno l’augurio è sempre lo stesso e ogni anno in questo giorno penso sempre alle beatitudini. Così le rileggo e le riscrivo e spesso mi verrebbe da aggiugere altro…

«[17]Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, [18]che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. [19]Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti. [20]Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. [21]Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. [22]Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo. [23]Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. [24]Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. [25]Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. [26]Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti. [27]Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, [28]benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. [29]A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. [30]Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. [31]Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. [32]Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. [33]E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. [34]E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. [35]Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. [36]Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. [37]Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; [38]date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».  (Luca – cap. 6, 17-38)

Buon anno, che sia davvero buono per tutti. Almeno proviamoci.

Nicola.

12:49 pm

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Recita di Natale.

dicembre 19, 2008

Nimo, siccome ieri non c’eri alla recita di Natale del I circolo didattico dei piccoli ambasciatori, metto qui qualche foto che mi è stata inviata… Si sono tutti un sacco divertiti…

Nicola.

9:45 am

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Natale italiano.

dicembre 18, 2008

Nimo ho l’impressione che alla fine si metteranno daccordo e ogni cosa sarà taciuta: gli interessi in gioco sono troppo seri… L’opposizione del Partito Democratico è nei guai e chiederà aiuto al primo ministro, che dall’aiuto dato ne riceverà a sua volta  benificio… E gli italiani? A fare gli ultimi regali di natale naturalmente…

Nicola.

1:42 pm

Istanti.

dicembre 16, 2008

Nimo, di poesie dovremmo nutrirci ogni giorno… Sono come la mela del dottore, ricordi?! “Una mela al giorno toglie il medico di torno”, ripeteva la mamma da bambini… Ogni giorno una poesia. Sono come boccate d’aria pura, come luci lontane nella nebbia, come carezze sul volto colmo di lacrime…

Oggi voglio regalarti questa mio caro Nimo. E’ di Jorge Luis Borges.

Nicola.

6.25 pm

Istanti

Se io potessi vivere nuovamente la mia vita
nella prossima cercherei di commettere più errori.

Non tenterei di essere tanto perfetto, mi rilasserei di più
sarei più stolto di quello che sono stato,
in verità prenderei poche cose sul serio.

Correrei più rischi, viaggerei di più, scalerei più montagne,
contemplerei più tramonti e attraverserei più fiumi,
andrei in posti dove mai sono stato,
avrei più problemi reali e meno problemi immaginari.

Io sono stato una di quelle persone che vivono sensatamente,
producendo ogni minuto della vita.

E’ chiaro che ho avuto momenti di allegria,
ma se tornassi a vivere, cercherei di avere soltanto momenti buoni.

Perché di questo è fatta la vita,
solo di momenti da non perdere.

Io ero una di quelle persone che mai andavano da qualche
parte senza un termometro, una borsa d’acqua calda, un ombrello e un paracadute:
se tornassi a vivere, viaggerei più leggero.

Se io potessi tornare a vivere, comincerei ad andare scalzo
all’inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell’autunno.

Girerei più volte nella mia strada, contemplerei più aurore
e giocherei di più con i bambini.

Se avessi un’altra volta la vita davanti…
Ma, vedete, ho ottantacinque anni e non ho un’altra possibilità.

Mio fratello è figlio unico.

dicembre 15, 2008

locandina Caro Nimo,

ieri sera ho visto un bel film. Si chiama “Mio fratello è figlio unico”. Una visione superficiale può far pensare che si tratti di un film politico. Per me non è così, per me la politica è solo accarezzata dalla pellicola; in realtà si tratta di un film che parla di un personaggio romanticissimo, un idiota dostoevskijano e tutto ruota attorno a questo: l’Italia degli anni ’60 e ’70, i conflitti familiari e l’amore, l’onore e la gioia…

Sai, credo che sia proprio così: un film che ruota attorno ad un unico personaggio. Brava la madre interpretata dalla Finocchiaro e bravi Scamarcio, il fratello e Zingaretti, il mentore e compagno di vita per alcuni dei suoi anni, ma è Antonio (Germano) quello che soffre per gli umili, quello che si strugge per l’Ingiustizia e si rende conto sulla propria pelle che ogni gruppo, qualsiasi gruppo, in fin dei conti è fatto da poche grandi menti con il resto che segue come pecore al pascolo, uomini non più liberi e non più coraggiosi di affermare quell’idea per la quale hanno deciso di unirsi proprio a quel gruppo e non ad un altro. Molto significativa, secondo me, la passione di Antonio per il latino…

Restano alcune domande sopra tutte senza risposta e sono domande, credo, antiche quanto il mondo. Questo povero cristo di Antonio, questo inguaribile Romantico, è un fallito? E il suo mondo, il mondo di questo idiota, è soltanto un’illusione? Ecco Nimo, a queste domande proprio non ho saputo dare risposta…

Nicola.

4:11 pm

Addio Facebook.

dicembre 13, 2008

E così anche l’esperienza con Facebook è andata.

L’innaturalità dei rapporti, l’intromissione subdola del mezzo e poi… vogliamo parlare dell’Amicizia?! Questa è una cosa seria, trasformata però in “richieste d’amicizia” da accettare o rifiutare per nessun motivo, per costruire una rete fatta di immagini, qualche parola scarsa, pochissimi pensieri e moltissime cause da appoggiare, naturalmente solo in virtuale…

E’ durata qualche mese la mia storia con questo social network; ho ritrovato tantissime persone di cui mi ero proprio dimenticato, molti compagni di scuola delle elementari e medie e sono giunto alla conclusione che chi vorrà, saprà dove trovarmi, per gli altri da oggi è finalmente e serenamente tutto come prima…

Nicola.

12:51 pm

Della serie “qualche settimana dopo”, ho rivalutato il mezzo, in fondo i punti a favore sono maggiori di quelli a sfavore… Uno per tutti: la possibilità di rimanere più che in contatto con persone lontane… Almeno per ora, dunque, resto. 😉

N.

5- 01 – ’09 / 10:17 pm

Nel nome di Dio.

dicembre 2, 2008

Ha parlato e ha detto: “Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale. Il catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione”. Ma che bello!

Ha poi aggiunto: “Ma qui, la questione è un’altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come “matrimonio” verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni».

Queste parole sono state pronunciate dall’osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite,  Celestino Migliore.

Gesù mio, ho letto e riletto queste frasi. Ok, ora mi fermo: le rileggo. Ecco, le ho rilette di nuovo. Ma non capisco Gesù, non capisco. Perchè non capisco? C’è qualcosa che non va in me?

Non capisco il ragionamento di questo sedicente tuo seguace (?!). C’è gente che viene condannata a morte e uccisa perchè accusata di omosessualità, e ora che c’è un progetto di dichiarazione che la Francia intende presentare a nome dell’Unione europea all’Onu per la depenalizzazione universale dell’omosessualità, questo che dice di parlare in tuo nome si oppone per un motivo che non sta in piedi, che farebbe ridere anche un bambino, con nessuna argomentazione ragionevole.

Eh no, Gesù, questa volta proprio no: da cristiano cattolico mi oppongo con tutto il cuore… Con questi assassini io non c’entro neanche un po’, questo NON PARLA IN MIO NOME!

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Nicola.

1:45 pm