Gran Torino.

aprile 19, 2009

47162Un uomo profondamente buono e profondamente arrabbiato, con sè stesso innanzittutto. Innamorato della sua Ford Torino, immobile e presente in tutta la pellicola, e della sua vita riservata nel Midwest americano. Dopo la morte della moglie, un po’ per caso ma non troppo, comincia ad intessere rapporti umani sempre più vivi ed autentici con i nuovi vicini di casa cinesi.

In realtà, Walt Kowalski è un uomo distrutto moralmente dalla guerra di Korea, un uomo che non sa e non riesce a perdonarsi l’aver ucciso e aver preso “una medaglia al valore per aver ucciso un poveraccio che voleva solo arrendersi e vivere”. E’ questo che guida il suo cuore di vecchio verso quegli stessi “musi gialli” suoi vicini di casa che prima cerca di allontanare col suo poco credibile ma spietato cinismo e poi avvicina, quasi a voler riparare, quasi a implorare di poter lavare, tramite loro, una macchia oscura e indelebile sulla sua coscienza. Il fardello che si porta dietro, lineare e limpido, si scioglierà nella lucidissima accettazione di sè, ma soprattutto nella sua morte, che non si rivelerà essere nient’altro che l’esaltazione della sua bontà.

Supremi Clint Eastwood e la colonna sonora, in particolare la canzone “Gran Torino” scritta e interpretata da Jamie Cullum. Il cinema americano ancora una volta lascia a noi, ma all’America in particolare, una lezione di vita sui danni morali impressi dalle guerre.

Nicola

6:54 pm

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The Millionaire.

marzo 13, 2009

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The Millionaire è innanzittutto una splendida storia d’amore.

Pellicola avvincente e scritta bene, rappresentante un’India poverissima e corrotta, l’India di Calcutta e New Delhi, piuttosto che di Mumbai (dove è realmente ambientato il film),  l’India delle barraccopoli e della mafia che si intreccia a quella sana e pura della giovane società indiana. I fratelli protagonisti del film sembrano rappresentare le due faccie di una stessa medaglia: la faccia della speranza, del giovane onesto e “bravo ragazzo”  (come lo definisce ad un certo punto l’altra protagonista del film) e la faccia antica, invece, del giovane che si perde dinanzi al denaro e al guadagno facile.

Geniale la storia, basata su un romanzo di Vikas Swarup Le dodici domande che, attraverso un gioco televisivo famoso anche in Italia, ripercorre la storia truce e violenta di Jamal Malik, il quale da un passato di povertà diventa eroe nazionale, riuscendo a rispondere a tutte le dodici domande del quiz e conquistando la fama e parecchi soldi. E tutto per Amore. Tutto per ritrovare quella ragazza di cui si era innamorato da bambino.

Da dire che il regista Danny Boyle non si fa mancare nulla quanto a violenza e truculenza della realtà indiana e della storia narrata in particolare.

Il tutto finisce così come era iniziato, accompagnato da una domanda che aleggia sullo spettatore e sui protagonisti e che apparentemente riceve alla fine risposta. Si chiede, infatti, una voce fuori campo se Jamil ha vinto perchè ha imbrogliato, perchè fortunato, perchè un genio o perchè era scritto. La risposta che ne dà Boyle è l’ultima. Ma questa in fondo risulta essere una non- risposta…

Nicola.

1:37 pm

Mio fratello è figlio unico.

dicembre 15, 2008

locandina Caro Nimo,

ieri sera ho visto un bel film. Si chiama “Mio fratello è figlio unico”. Una visione superficiale può far pensare che si tratti di un film politico. Per me non è così, per me la politica è solo accarezzata dalla pellicola; in realtà si tratta di un film che parla di un personaggio romanticissimo, un idiota dostoevskijano e tutto ruota attorno a questo: l’Italia degli anni ’60 e ’70, i conflitti familiari e l’amore, l’onore e la gioia…

Sai, credo che sia proprio così: un film che ruota attorno ad un unico personaggio. Brava la madre interpretata dalla Finocchiaro e bravi Scamarcio, il fratello e Zingaretti, il mentore e compagno di vita per alcuni dei suoi anni, ma è Antonio (Germano) quello che soffre per gli umili, quello che si strugge per l’Ingiustizia e si rende conto sulla propria pelle che ogni gruppo, qualsiasi gruppo, in fin dei conti è fatto da poche grandi menti con il resto che segue come pecore al pascolo, uomini non più liberi e non più coraggiosi di affermare quell’idea per la quale hanno deciso di unirsi proprio a quel gruppo e non ad un altro. Molto significativa, secondo me, la passione di Antonio per il latino…

Restano alcune domande sopra tutte senza risposta e sono domande, credo, antiche quanto il mondo. Questo povero cristo di Antonio, questo inguaribile Romantico, è un fallito? E il suo mondo, il mondo di questo idiota, è soltanto un’illusione? Ecco Nimo, a queste domande proprio non ho saputo dare risposta…

Nicola.

4:11 pm