Arrivederci.

novembre 30, 2009

Che bello scrivere e che bello farlo attraverso un blog!

Fino naturalmente a finire… Tutto termina o forse si interrompe solamente, l’importante è accorgersene. Ed io mi sono accorto che personali e nuove forme di “elaborazione” vivrebbero male qui, così come tanti nuovi impulsi, nuove idee, pensieri diversi a cui dare una forma, un tempo, una scrittura diversi da quelli che prenderebbero vita attraverso un blog…

E’ stata questa un’esperienza meravigliosa, proprio come l’avevo immaginata, a tratti però sorprendente, catartica, sicuramente formativa… un posto gnomesco: profondo e stretto come un cunicolo ai piedi di un albero,… dove mi è capitato… di fermarmi a riflettere e a scambiare impressioni, a crescere e a stare, e a trasformare tutto questo in parole…

Una sorta di diario che però è stato molto più di un libro: forse il punto dove gli opposti presenti in un uomo si scontrano e si baciano, fanno all’amore e litigano come pazzi… Resterà così, con quest’ultimo post sempre visibile, insieme con tutti gli altri, come tanti granellini di sabbia a offuscarmi la vista, a non farmi vedere le cose come veramente sono, come sono per gli altri…

Arrivederci!

Nicola.

12:49 pm


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Soldati italiani.

settembre 19, 2009

1014388_07feb2a8a4_mSe c’è un vantaggio degli uccelli rispetto agli umani è che i primi riescono a vedere tutta la realtà con una visuale diversa. Chissà se un giorno riuscirò a volare… Forse dovrei imparare a farlo dai bambini che però non hanno le ali… Ecco, sì, la speranza nasce: ancora una volta e come sempre, ritornare bambini.

17 settembre 2009: sei uomini lontani dai quarant’anni muoiono ammazzati. Chi erano? Ragazzi e padri, prima di essere soldati italiani… Disoccupati e senza prospettive di un lavoro migliore, prima di essere soldati italiani… Uomini e anime, prima di essere soldati italiani… Cittadini del Sud dell’Italia, prima di essere soldati italiani…

E poi, certo,  soldati italiani, con tanto di armi supertecnologiche, dormienti alla ninna nanna raccontata dai loro superiori in grado e convinti, o forse semplicemente assuefatti all’idea di svolgere una missione di pace, non più in grado di ascoltare la voce dei padri, quella voce antica ed ormai lontana che da piccoli ci insegnava che  la pace non si fa con le armi e che, per i maschietti, giocare con i soldatini significava giocare a fare la guerra.

Cordoglio e rispetto a voi, “consumatori finali” dell’idiozia di altri, innocenti vite al servizio del potere becero e assassino. Cordoglio e rispetto per questi lavoratori di un mestiere sbagliato, ma soprattutto silenzio e aria in quelle vecchie bocche impastate di ipocrisia.

Nicola.

3:24 pm

Quesiti primaverili

maggio 29, 2009

La_farfalla_di_TikalPochi giorni fa, mi è capitato di aver bloccato l’auto prima delle strisce pedonali per far transitare una persona. Andando poi via, ho notato che quella stessa persona si è fermata sull’altro lato del marciapiede, scrutando e cercando di capire se quell’uomo in automobile che lo aveva sorprendentemente fatto passare fosse un suo conoscente, parente o chissà cos’altro. Credo fosse rimasto deluso nello scoprire che era semplicemente e magnificamente uno sconosciuto.

Questo episodio, pur non immettendolo in un discorso generale, mi ha fatto sorgere delle domande. Ultimamente, infatti, forse per il tempo, più che dare risposte sento una forte esigenza di fermarmi e riflettere, magari ponendomi delle domande. Di risposte ne sono pieno: in televisione e nei giornali tutti hanno la risposta “giusta”. Mi piace essere quello che più della risposta ha la domanda…

In fondo, sono convinto del fatto che l’uomo nel momento in cui smette di porsi delle domande, abdica ad una sua funzione essenziale. Oggi tutti hanno le risposte. E sono sempre le stesse, tutte uguali tra loro. Ad esempio, in questo periodo di elezioni, la maggior parte degli uomini crede di sapere esattamente da che parte sta e per quale motivo. Destra, sinistra o centro. E ne è convinta.

Ecco, dunque, una serie di domande in questo periodo pre… pre-elettorale e pre-estivo.

Perchè la squadra di calcio, campione d’Italia, è definita tale se tra i suoi giocatori ci sono solo 7 italiani su 27 persone?

Perchè l’Italia ha deciso di cacciare dalla propria terra persone non nate in territorio italiano bisognose d’aiuto, quando la sua Costituzione all’art. 10 recita: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”? Forse perchè la Costituzione non ha poi così grande valore?

Perchè l’Italia decide di mantenere sul proprio territorio camorristi, mafiosi e delinquenti?

Perchè la casa editrice Einaudi non ha voluto pubblicare l’ultima opera di Josè Saramago, solo perchè «fra molte altre cose si dice che Berlusconi è un ‘delinquente’» e «contiene giudizi a dir poco trancianti su Silvio Berlusconi, che di Einaudi è il proprietario»? Ops scusate, a questa domanda ho già dato la risposta.

Perchè in Italia è possibile che il suo premier sia un delinquente? Ma soprattutto, perchè Berlusconi è un delinquente?

Perchè gli uomini di una certa età e i giovani con una certa mentalità guardano il culo delle ragazze, con evidente aumento della salivazione?

Perchè l’uomo pensa che il paradiso sia altrove e non in terra e pensa che ogni giorno sia un altro di condanna a morte?

Perchè gli uomini di buona volontà stanno sempre più abbassando lo sguardo, omologandosi agli altri e senza il coraggio di camminare con la schiena dritta?

Perchè, dal momento che il potere esiste nel momento in cui gli viene dato spazio e lo si riconosce in quanto tale, l’uomo sceglie di essere schiavo e non libero?

Perchè “adulti difficili” scelgono di fare figli, rischiando di rendere quegli stessi figli come loro? Perchè l’Amore per molti è qualcosa di relativo e astratto?

Perchè il papa è sempre un anziano e i preti si vestono in quello strano modo?

Per quale motivo, quel gran pezzo d’uomo del presidente francese ha espresso la volontà di mettere fine alla “dittatura dei buoni sentimenti”, a proposito della delinquenza giovanile dilagante? Non sa che tutto ciò che è buono non può essere dittatoriale? Del resto, anche io che sono solo poco più alto di lui, sono arrivato a questa semplice ovvietà…

Perchè la volgarità e la stupidità non stanno mai zitte?

Perchè un semplice uomo di mezz’età che ha voluto semplicemente attraversare la strada sulle strisce pedonali mi ha fatto sorgere queste strane domande?

Nicola.

12:48 pm

abbraccio11Un pretaccio di mia conoscenza che non le manda certo a dire e che oggi tante persone continuano a seguire, fuori le chiese, in mezzo ai vicoli, dove pulsa la vera vita e non quella finta e ipocrita dei sepolcri imbiancati, ha sempre detto che “per la gente di chiesa, il vangelo è difficile assai”. Ascoltando le parole del presidente Obama a proposito della ricerca scientifica, parole come «Da credente penso che sia necessario alleviare le sofferenze», o come «La completa potenzialità della ricerca sulle cellule staminali resta sconosciuta, e non deve essere esagerata. Ma gli scienziati ritengono che queste piccole cellule possano avere il potenziale di aiutarci a capire, e possibilmente a curare, alcune delle più devastanti condizioni mediche e malattie», ecco leggendo queste parole, prese con la punta delle dita e girate e rigirate come a cercare macchie su un vestito bianco, così come le parole della politica devono essere prese, ma ancor di più leggendo la risposta degli “uomini di chiesa”, mi sono venute in mente queste parole…

Nicola.

10:01 pm

Addio Facebook.

dicembre 13, 2008

E così anche l’esperienza con Facebook è andata.

L’innaturalità dei rapporti, l’intromissione subdola del mezzo e poi… vogliamo parlare dell’Amicizia?! Questa è una cosa seria, trasformata però in “richieste d’amicizia” da accettare o rifiutare per nessun motivo, per costruire una rete fatta di immagini, qualche parola scarsa, pochissimi pensieri e moltissime cause da appoggiare, naturalmente solo in virtuale…

E’ durata qualche mese la mia storia con questo social network; ho ritrovato tantissime persone di cui mi ero proprio dimenticato, molti compagni di scuola delle elementari e medie e sono giunto alla conclusione che chi vorrà, saprà dove trovarmi, per gli altri da oggi è finalmente e serenamente tutto come prima…

Nicola.

12:51 pm

Della serie “qualche settimana dopo”, ho rivalutato il mezzo, in fondo i punti a favore sono maggiori di quelli a sfavore… Uno per tutti: la possibilità di rimanere più che in contatto con persone lontane… Almeno per ora, dunque, resto. 😉

N.

5- 01 – ’09 / 10:17 pm

Internet e il cioccolato…

novembre 28, 2008

Leggo che grazie a Twitter è possibile conoscere molte informazioni su quello che sta accadendo in India. Ogni persona dotata di un cellulare e presente in quei luoghi disgraziati può comunicare in tempo reale quello che sta succedendo.

E’ innegabile il valore di ciò, l’aiuto che un servizio come questo e il web in generale apportano ogni giorno alla vita di tutti noi. Accanto a questo, si pongono tanti altri pezzetti di realtà virtuale ben diversi…

Mentre correvo, cercando di capire lo stesso Twitter e molte altre applicazioni simili, mi sono fermato di botto e mi sono messo ad osservare ogni cosa, con distacco. Ho chiuso gli occhi e tutto mi è parso dolce e delicato come una torta al cioccolato appena sfornata. Da piccolo, tra budini, mousse e torte al cioccolato la mia povera gola non sapeva a chi dar retta, ogni dolciume attirava la mia attenzione… Poi, un giorno ho capito liberamente che di quei dolci potevo farne a meno e che il mio fisico ne trovava giovamento. Quella che può sembrare una privazione mi ha realtà liberato. In fin dei conti, tutte quelle leccornie non mi servivano, anche se erano buone e di bell’aspetto… A distanza di tempo, è come se mi ritrovassi nella stessa situazione, in un’enorme pasticceria che si chiama Web, con dolci enormi e enormemente belli.

La vita è fatta di scelte, a volte dure, ma comunque sempre necessarie… Anche il non-scegliere rappresenta una scelta e così nel mio navigare in questi mari, ho incontrato persone che hanno scelto di possedere (?!) tantissime identità, quella di Flirck, di Facebook, di Twitter, di Blogger e così via… Io, invece, ho scelto di scappare da quell’enorme pasticceria, affacciandomi di tanto in tanto e portando via qualcosa: questo blog, facebook (con moderazione) e qualcos’altro, conservando naturalmente un senso di enorme gratitudine per il Web. A tutto il resto dico “no, grazie”, il resto proprio non mi appartiene, sarebbe come subirlo senza che mi interessi davvero e poi c’è un fatto sopra tutti: la mia lentezza che non mi consente di comprendere l’utilità di certe cose, di non approcciarmi a queste applicazioni se non con passi molto felpati…

E c’è, infine, un’altra cosa non meno importante: forse aldilà di pochi elementi, del web non ne sento proprio il bisogno. Scusatemi, forse penserò male ma non ho bisogno che qualcuno guardi le mie foto su Flirk, che qualcuno sappia dove mi trovo in questo preciso istante, che tutti sappiano qual’è il mio profilo professionale, che tutti sappiano tutto di me… Sì, proprio non ne ho bisogno, un po’ perchè tengo alla mia riservatezza, un po’ perchè mi chiedo se questo in fin dei conti sia il modo migliore per soddisfare tutti questi bisogni che restano insoddisfatti…

E… “casomai non vi rivedessi buon pomeriggio, buona sera e buona notte”…

Nicola.

5.04 pm

Mi ha sempre fatto impressione il termine “circuito mediatico”. Forse perchè non so cosa significhi veramente. Da quanto ho capito, è quel “tunnel” nel quale scorrono determinate notizie, e solo quelle…

Sembra quasi che il mondo sia quello rappresentato dal circuito mediatico e basta. Ascoltando le persone, mi accorgo proprio di questo: tutti parlano delle stesse cose, delle stesse notizie, per poi dimenticarsene dopo un po’ e parlare di altre news: quelle nuove ancora per poco. Questo modo di fare informazione non si limita a quanto pare all’Italia, seppur il Belpaese rappresenta un esempio molto peculiare su questo fronte. Il circuito mediatico è globale, appunto. E così accade che i lettori di giornali e, più in generale, i fruitori di notizie vengano trattati come maiali “acefali” a cui dare da mangiare: notizie su notizie, sempre le stesse e il più delle volte superficiali. L’errore c’è ed è da entrambe le parti: da un lato, il lettore che smette di farsi un’opinione, di ragionare con la propria testa e fagocita tutto e, dall’altro, un modo di fare giornalismo servile ed eccessivamente vicino al potere. Il risultato è l’assenza di “opinione pubblica”, la quale non esiste perchè non può esistere in questo sistema un po’ strambo e omologato. Con buona pace della democrazia.

In questo modo, se voglio sapere cosa sta succedendo in questi giorni in Africa devo affidarmi ad altri “circuiti”, ad altri canali, non insomma a quelli “pubblici”. E così, persa ogni speranza nella tv, non resta che optare per il quotidiano a cui non chiedo di occuparsi di proprio tutto ciò che accade nel mondo (missione per così dire impossibile), chiedo solo di non essere considerato un maiale…

Nicola.

11:44 am

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