The sand in the eyes (La sabbia negli occhi)

tornadodm3030b_800x533Tempo fa feci un sogno: mi trovavo in mezzo ad un tornado, la cui potenza era così forte che il mio stesso corpo girava su se stesso… sabbia su sabbia che mi entrava dentro fino ad esserne completamente sopraffatto… Poi il buio… Ho creduto che questa fosse la scrittura e che si stesse presentando a me in tutta la sua bellezza… Proprio mentre quella sabbia mi andava negli occhi fino a farmi piangere, non facendomi vedere più nulla, e proprio mentre ero costretto a stare con gli occhi chiusi, la scrittura ha cominciato a farmi vedere e il buio mi è apparso luminosissimo. Le strade sono così divenute infinite…

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La sabbia richiama alla mente il mare, ma è anche nel deserto che è distante dal mare. Essa è ovunque. Gesù di Nazareth non ha scritto libri, ha scritto solo una volta e l’ha fatto nella sabbia. Tutto quello che si scrive nella sabbia vola via presto. Come la vita del resto, che vola via e ci fa ritornare ad essere come granellini di sabbia, che sono tra gli elementi più leggeri in natura. L’aspirazione più alta dell’uomo è quella di vivere come un granellino di sabbia, e vivere come un granellino di sabbia significa avere dentro di sè il cielo e la terra e vederli divenire una cosa sola, come quando il colore del tramonto si confonde con quello della sabbia…

Una volta Pablo Neruda ha scritto “Oggi lasciate che sia felice, io e basta, con o senza tutti, essere felice con l’erba e la sabbia, essere felice con l’aria e la terra, essere felice con te, con la tua bocca, essere felice”. La sabbia è anche amica a volte, come quando ci fa assaporare l’essenza della natura ma la natura qualche volta diventa feroce e così la sabbia, come nel sogno del tornado…

Tra la sabbia non riuscirò mai a trovare il destinatario dei miei scritti. Uno gnomo tra la sabbia?! E’ improbabile, forse però non tanto: basta trovare la sabbia nella foresta o dentro di sè, il che è lo stesso… Basta che Nimo, a cui piace nascondersi come tutti gli gnomi, non lo faccia troppo spesso… Perchè uno gnomo? Per caso, ma non troppo…

Questo blog, il mio blog, è molto meno di un diario ma molto più di un libro: è forse il punto dove gli opposti presenti in un uomo si scontrano e si baciano, fanno all’amore e litigano come pazzi… Eppure, nonostante queste non siano pagine di un diario, tutto quello che scrivo qui è incredibilmente personale: molto più di ciò che appare. Mi piace pensare a questo posto come ad un posto gnomesco: profondo e stretto come un cunicolo ai piedi di un albero, dove mi capita di fermarmi a riflettere e a scambiare impressioni, a crescere e a stare, e a trasformare tutto questo in parole… Parole fuori strada, senza pretese ed inutili per tanti…

***

esp_a00351Credo di essere ogni cosa e nulla, credo di essere ma anche di non essere, credo di sapere di non sapere nulla, credo di non credere, credo che un uomo vada conosciuto veramente per poi essere perdonato altrimenti si finerebbe con l’odiarlo o con il perdonarlo inutilmente, credo che un uomo che pianga non è detto che lo stia facendo per dolore… Sono Nicola del Piano (1983) e vivo nel sud dell’Italia… Nella scrittura ho sempre trovato una compagna di vita. Sono un laureando in giurisprudenza e mi appassionano (tra le altre cose…) la letteratura, gli studi politici e sociali, i viaggi, la natura e i cani, lo sport.

e-mail e messanger: nicoladelpiano (at) gmail (dot) com

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NdP

nov. ’08

sottobosco

E adesso aspetterò domani

per avere nostalgia

signora libertà signorina fantasia (Anarchia)

così preziosa come il vino così gratis come la tristezza

con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

Fabrizio de Andrè (cantautore italiano, 1940- 1999 / da Se ti tagliassero a pezzetti, n.° 7)

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