Mi ha sempre fatto impressione il termine “circuito mediatico”. Forse perchè non so cosa significhi veramente. Da quanto ho capito, è quel “tunnel” nel quale scorrono determinate notizie, e solo quelle…

Sembra quasi che il mondo sia quello rappresentato dal circuito mediatico e basta. Ascoltando le persone, mi accorgo proprio di questo: tutti parlano delle stesse cose, delle stesse notizie, per poi dimenticarsene dopo un po’ e parlare di altre news: quelle nuove ancora per poco. Questo modo di fare informazione non si limita a quanto pare all’Italia, seppur il Belpaese rappresenta un esempio molto peculiare su questo fronte. Il circuito mediatico è globale, appunto. E così accade che i lettori di giornali e, più in generale, i fruitori di notizie vengano trattati come maiali “acefali” a cui dare da mangiare: notizie su notizie, sempre le stesse e il più delle volte superficiali. L’errore c’è ed è da entrambe le parti: da un lato, il lettore che smette di farsi un’opinione, di ragionare con la propria testa e fagocita tutto e, dall’altro, un modo di fare giornalismo servile ed eccessivamente vicino al potere. Il risultato è l’assenza di “opinione pubblica”, la quale non esiste perchè non può esistere in questo sistema un po’ strambo e omologato. Con buona pace della democrazia.

In questo modo, se voglio sapere cosa sta succedendo in questi giorni in Africa devo affidarmi ad altri “circuiti”, ad altri canali, non insomma a quelli “pubblici”. E così, persa ogni speranza nella tv, non resta che optare per il quotidiano a cui non chiedo di occuparsi di proprio tutto ciò che accade nel mondo (missione per così dire impossibile), chiedo solo di non essere considerato un maiale…

Nicola.

11:44 am

20081111-afroamericani

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