Eccolo qua il Cristo.

novembre 8, 2009

Stefano Cucchi

Appendete questo alle pareti, se ne avete il coraggio. E questo insieme a tanto altro; affacciatevi alla finestra, scendete in strada: di sosia ne troverete milioni e milioni, a tal punto che tutte le pareti di questa terra non vi basteranno.

Non vi sembra questa, miei cari difensori della “cultura occidentale”, l’immagine del Cristo ammazzato, magari quella della migliore reliquia in legno che vi affannate ad appendere alle vostre bianche pareti grondanti odio?

Nicola.

6:30 pm

“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e di intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perchè l’esterno diventi netto!”

(Matteo 23, 25-26)

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Ai porci la luce.

ottobre 25, 2009

Quasi come a voler prendersi gioco dell’uomo (come sempre gli capita di fare), il tempo è venuto a confermare e a rafforzare (ahimè) le conclusioni del mio ultimo post. Scrivo questo, quindi, con un sorriso, un sorriso amarissimo. I fatti sono quelli riguardanti Piero Marrazzo e sui quali ci sarebbe da dire molto poco, se non altro in segno di rispetto.

Napoleon_Pig_by_faxtarMa i maiali (quelli di orwelliana memoria) si agitano e grugniscono nelle loro porcilaie. Diviene, dunque, moto dell’animo invitarli a calmarsi, pur avendo la netta sensazione che si divertano a sguazzare nel fango.

Ho prima letto battute lascive e volgari di pessimo gusto contro il povero Marrazzo. Mi si dirà che non ho senso dell’umorismo. Forse, ma una cosa è certa ed è l’indifferenza della volgarità nelle discussioni, quella offensiva e lasciva che non ha argomenti e neanche più la dignità di tacere.

Ho poi letto parole (di una violenza ed un’ottusità paurose) secondo le quali non ci sarebbero differenze tra il premier italiano e il caso di cui sopra; addirittura sono stati confrontati Patrizia D’Addario e il transessuale Brenda! Ed allora, sempre con quel sorriso amaro, mi è venuto ancora in mente l’ultimo post: l’indifferenza che uccide la coscienza critica e con essa qualsiasi possibilità di un confronto serio e obiettivo riguardo la realtà.

Lasciando nel loro fumo le battute volgari, mi sembra doveroso precisare quello che a me appare lapalissiano, o meglio che le vicende del premier italiano e di Marrazzo sono diversissime. Naturalmente il giudizio non è qui affatto morale, caro lettore. Anzi, a dirla tutta, di giudizi e sentenze non ne troverai proprio in questo post. Più che altro, leggerai ciò che a me appare essere la semplice constatazione della realtà.

Ci sono, tuttavia, almeno due elementi comuni tra le due vicende: 1) entrambi i protagonisti si dicono cristiano- cattolici e questo non fa altro che confermare la mia convinzione secondo cui fino a quando lo Stato della Città del Vaticano avrà l’influenza politica che tutt’ora ha, l’Italia non sarà mai un paese veramente civile e democratico; 2) l’enorme solitudine dei due uomini; ma questo non può essere oggetto di approfondimento qui, anche se poi, ti confesso, questo è l’argomento e il tema che mi interessa maggiormente.

Ecco, questi a mio parere sono gli unici elementi comuni. Per il resto, gli elementi che si conoscono ci portano a dire:

1) Mr. B chiedeva che gli portassero in casa prostitute, e questi (contrariamente a quanto in Italia credono i più) non sarebbero del tutto solo fatti suoi in una democrazia. Ha poi, inoltre, cominciato a promettergli che con la sua influenza avrebbe fatto questo e quello e che soprattutto le avrebbe candidate al Parlamento Europeo. Marrazzo non ha promesso niente a nessun transessuale e non ha usato il suo potere politico per andare contro lo Stato.

2) Mr. B, dal basso della sua arroganza, non ha la più pallida idea di essere malato, di aver assunto e assumere atteggiamenti pubblici e privati quantomeno da ricovero e incredibilmente incoerenti. Marrazzo, dal canto suo, è un uomo pentito, ha parlato di “debolezze private” che hanno inciso sulla sua sfera pubblica. Sembrerebbe che Marrazzo rappresenti ancora l’uomo, con la coscienza e  i suoi morsi.  Mr. B, invece, il superuomo, la sua pazzia e la sua ridicolaggine.

3) Marrazzo, per molto meno dunque, ha avuto la decenza di dimettersi. Mr B. no.

Resta una domanda: perchè allora Marrazzo si è dimesso, se in fondo erano solo abitudini personali? Credo che la risposta a questo quesito vada ricercata nel non aver detto la verità subito, e per aver cercato di corrompere (è questo il vero problema), impaurito, carabinieri delinquenti  perchè non facessero uscire materiale imbarazzante.

E’ evidente, mio caro lettore, che le vicende sono dunque assolutamente diverse. Solo un motivo porterebbe ancora una volta un maiale a porle sullo stesso piano: l’atavica e irresistibile voglia di continuare a nuotare nel fango e a sporcare poi, con quel fango, la democrazia.

Nicola.

3:27 pm

Celebro la vita.

novembre 2, 2008

Mai come il 2 novembre i cimiteri italiani sono così pieni di vivi, o meglio sarebbe dire presunti vivi… Se non fosse tutto così tragicamente vero, verrebbe da ridere nel vedere tanti ominidi portare mazzoni di fiori più pesanti di loro, abbellire un pezzettino di marmo per farlo più bello del vicino… Mi chiedo perchè sedicenti cattolici fanno questo… O più semplicemente cosa porta l’umana ragione a far ciò… Sembra quasi che di ragione ci sia poco o nulla…

In questi momenti, mi viene in mente un celebre dialogo tra Dioniso e Demetra:

Dioniso. Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere. […] Ma che vuoi che gli diamo? Qualunque cosa ne faranno sempre sangue. Demetra. C’è un solo modo, e tu lo sai. […] Dare un senso a quel loro morire. […] Insegnargli la vita beata. […] Insegnargli che ci possono eguagliare di là dal dolore e dalla morte. Ma dirglielo noi. Come il grano e la vite discendono all’Ade per nascere, così insegnargli che la morte anche per loro è nuova. […] Moriranno e avran vinta la morte. Vedranno qualcosa oltre il sangue, vedranno noi due. Non temeranno più la morte e non avranno più bisogno di placarla versando altro sangue. (Cesare Pavese – Il mistero).

Buona vita a tutti,

Nicola.