Siamo tutti omosessuali.

settembre 6, 2009

untitled2Quando John F. Kennedy nel lontanissimo 1961 gridò dinanzi ad un’immensa folla, accalcata a ridosso del muro di Berlino che rappresentava la cortina di ferro, “Siamo tutti berlinesi”, mostrava da americano qual’era, la vicinanza spirituale e politica a tutte quelle persone offese dalla divisione e dall’incomprensione e a quell’Europa stanca e depressa, trafitta e martoriata da politiche annientatrici e di morte. Con tale grido, la posizione politica del presidente americano divenne chiarissima e allo stesso modo spiazzante per tanti altri capi di stato. Fu un gesto di alta politica, poiché riuscì a cogliere le esigenze più profonde e le pulsioni più forti che covavano nell’animo di tanti europei. Pur consapevole di scontentare molti, decise di percorrere la strada che aveva intrapreso candidandosi alla presidenza degli Stati Uniti d’America. Eppure, sul significato autentico di quelle tre parole, ci sarebbe tanto da ragionare. Sono, a mio avviso, davvero devastanti, perché comprendono tante altre frasi, tante altre parole, ma un unico significato.

Io ti sono vicino, pur vivendo a miglia di distanza; colgo le tue preoccupazioni, le tue ansie nel vivere dove vivi, anche se non conosco bene il tuo mondo, anche se non ho mai toccato nemmeno una pietra di quel maledetto muro grigio e colorato dagli uomini; con tutte le mie forze, ti prometto che proverò a proteggerti, perché sento e avverto la tua paura; so che molti non vorrebbero vederti nemmeno vivere, è per questo che del resto hanno innalzato questi muri , è per questo che utilizzano le loro idee sbagliate a sostegno di tesi sbagliate, è per questo che decidono di far dominare le proprie azioni dall’ipocrisia e dalla cecità. Un grido forte, insomma, un grido che ha fatto la Storia e che ha fatto magnificamente coincidere la politica col senso più profondo della sua stessa esistenza, della sua ragion d’essere. Fu quel giorno uno dei più significativi e caratterizzanti il Politico John F. Kennedy.

E la storia, e con la storia le vicende degli uomini nel loro divenire, non manca di offrire a quegli stessi uomini spunti per migliorarsi e far valere il loro essere, le loro posizioni politiche, lo stare al di qua o al di là del guado. O più spesso, non stare da nessuna parte, essere semplicemente e drammaticamente ignavi. In fin dei conti, come sempre, scegliere cosa essere.

Cosa essere, oggi, in questa fine estate 2009, col sole ancora caldo ma che tramonta sempre prima, avvertendoci dell’arrivo dell’autunno, cosa essere, dunque, cosa fare dinanzi a storie di violenza e di amore di persone omosessuali, cosa essere, cittadini o altro, in un paese come l’Italia, democratica e civile, membro del gruppo dei Grandi del mondo e all’avanguardia in tanti campi della cultura e della scienza, cosa essere dinanzi all’incomprensione e al sangue di persone che si amano, cosa fare e cosa dire a questi uomini e a queste donne, soli nelle loro tristi storie di violenza e di amore, picchiati e derisi per motivi incomprensibili ad una mente razionale. O forse troppo comprensibili e per questo maledettamente e drammaticamente assurdi. “Viva l’amore” verrebbe da gridare, quando ti dicono “ci sono i bambini, andate via!”, poi pensi che vorresti restare lì a prendere le botte per dimostrare a quei bambini, grandi un giorno, che l’amore vive sempre e che quello che ti stanno insegnando sono frottole, perché un padre non può insegnare al proprio bambino l’amore, prendendo a calci un altro uomo, un uomo, per giunta, innocente e senza colpa. “Perché?” verrebbe ancora da urlare al religioso e al politico che vogliono annientarti, con discorsi ipocriti e profondamente moralisti, dietro le cui belle parole si nascondono montagne di voti e masse di uomini da domare e abbindolare. E ancora domande nei confronti di quella “Gay Street” che sa tanto di ghetto e puzza di chiuso.

E’ il mondo, pensi, ma il mondo è fatto di uomini e di esistenze, di cuori accesi e un po’ più spenti, e allora, da che parte stare, in che modo girarsi per stare nel posto giusto, in quale specchio riflettersi per ritrovarmi potendo alzare lo sguardo verso la mia stessa immagine, senza abbassarlo provando vergogna, timore e rabbia verso me stesso, per non aver fatto nulla, per non aver gridato con la bocca spalancata, in quella fine d’estate 2009, io eterosessuale perché così è,: “Siamo tutti omosessuali!”.

Nicola.

4:08 pm

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Quesiti primaverili

maggio 29, 2009

La_farfalla_di_TikalPochi giorni fa, mi è capitato di aver bloccato l’auto prima delle strisce pedonali per far transitare una persona. Andando poi via, ho notato che quella stessa persona si è fermata sull’altro lato del marciapiede, scrutando e cercando di capire se quell’uomo in automobile che lo aveva sorprendentemente fatto passare fosse un suo conoscente, parente o chissà cos’altro. Credo fosse rimasto deluso nello scoprire che era semplicemente e magnificamente uno sconosciuto.

Questo episodio, pur non immettendolo in un discorso generale, mi ha fatto sorgere delle domande. Ultimamente, infatti, forse per il tempo, più che dare risposte sento una forte esigenza di fermarmi e riflettere, magari ponendomi delle domande. Di risposte ne sono pieno: in televisione e nei giornali tutti hanno la risposta “giusta”. Mi piace essere quello che più della risposta ha la domanda…

In fondo, sono convinto del fatto che l’uomo nel momento in cui smette di porsi delle domande, abdica ad una sua funzione essenziale. Oggi tutti hanno le risposte. E sono sempre le stesse, tutte uguali tra loro. Ad esempio, in questo periodo di elezioni, la maggior parte degli uomini crede di sapere esattamente da che parte sta e per quale motivo. Destra, sinistra o centro. E ne è convinta.

Ecco, dunque, una serie di domande in questo periodo pre… pre-elettorale e pre-estivo.

Perchè la squadra di calcio, campione d’Italia, è definita tale se tra i suoi giocatori ci sono solo 7 italiani su 27 persone?

Perchè l’Italia ha deciso di cacciare dalla propria terra persone non nate in territorio italiano bisognose d’aiuto, quando la sua Costituzione all’art. 10 recita: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”? Forse perchè la Costituzione non ha poi così grande valore?

Perchè l’Italia decide di mantenere sul proprio territorio camorristi, mafiosi e delinquenti?

Perchè la casa editrice Einaudi non ha voluto pubblicare l’ultima opera di Josè Saramago, solo perchè «fra molte altre cose si dice che Berlusconi è un ‘delinquente’» e «contiene giudizi a dir poco trancianti su Silvio Berlusconi, che di Einaudi è il proprietario»? Ops scusate, a questa domanda ho già dato la risposta.

Perchè in Italia è possibile che il suo premier sia un delinquente? Ma soprattutto, perchè Berlusconi è un delinquente?

Perchè gli uomini di una certa età e i giovani con una certa mentalità guardano il culo delle ragazze, con evidente aumento della salivazione?

Perchè l’uomo pensa che il paradiso sia altrove e non in terra e pensa che ogni giorno sia un altro di condanna a morte?

Perchè gli uomini di buona volontà stanno sempre più abbassando lo sguardo, omologandosi agli altri e senza il coraggio di camminare con la schiena dritta?

Perchè, dal momento che il potere esiste nel momento in cui gli viene dato spazio e lo si riconosce in quanto tale, l’uomo sceglie di essere schiavo e non libero?

Perchè “adulti difficili” scelgono di fare figli, rischiando di rendere quegli stessi figli come loro? Perchè l’Amore per molti è qualcosa di relativo e astratto?

Perchè il papa è sempre un anziano e i preti si vestono in quello strano modo?

Per quale motivo, quel gran pezzo d’uomo del presidente francese ha espresso la volontà di mettere fine alla “dittatura dei buoni sentimenti”, a proposito della delinquenza giovanile dilagante? Non sa che tutto ciò che è buono non può essere dittatoriale? Del resto, anche io che sono solo poco più alto di lui, sono arrivato a questa semplice ovvietà…

Perchè la volgarità e la stupidità non stanno mai zitte?

Perchè un semplice uomo di mezz’età che ha voluto semplicemente attraversare la strada sulle strisce pedonali mi ha fatto sorgere queste strane domande?

Nicola.

12:48 pm

Niente.

aprile 29, 2009

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da Internazionale n. 792; di Joe Heller, Green Bay Press-Gazette, Stati Uniti

Nicola.

9:20 am

Internet e il cioccolato…

novembre 28, 2008

Leggo che grazie a Twitter è possibile conoscere molte informazioni su quello che sta accadendo in India. Ogni persona dotata di un cellulare e presente in quei luoghi disgraziati può comunicare in tempo reale quello che sta succedendo.

E’ innegabile il valore di ciò, l’aiuto che un servizio come questo e il web in generale apportano ogni giorno alla vita di tutti noi. Accanto a questo, si pongono tanti altri pezzetti di realtà virtuale ben diversi…

Mentre correvo, cercando di capire lo stesso Twitter e molte altre applicazioni simili, mi sono fermato di botto e mi sono messo ad osservare ogni cosa, con distacco. Ho chiuso gli occhi e tutto mi è parso dolce e delicato come una torta al cioccolato appena sfornata. Da piccolo, tra budini, mousse e torte al cioccolato la mia povera gola non sapeva a chi dar retta, ogni dolciume attirava la mia attenzione… Poi, un giorno ho capito liberamente che di quei dolci potevo farne a meno e che il mio fisico ne trovava giovamento. Quella che può sembrare una privazione mi ha realtà liberato. In fin dei conti, tutte quelle leccornie non mi servivano, anche se erano buone e di bell’aspetto… A distanza di tempo, è come se mi ritrovassi nella stessa situazione, in un’enorme pasticceria che si chiama Web, con dolci enormi e enormemente belli.

La vita è fatta di scelte, a volte dure, ma comunque sempre necessarie… Anche il non-scegliere rappresenta una scelta e così nel mio navigare in questi mari, ho incontrato persone che hanno scelto di possedere (?!) tantissime identità, quella di Flirck, di Facebook, di Twitter, di Blogger e così via… Io, invece, ho scelto di scappare da quell’enorme pasticceria, affacciandomi di tanto in tanto e portando via qualcosa: questo blog, facebook (con moderazione) e qualcos’altro, conservando naturalmente un senso di enorme gratitudine per il Web. A tutto il resto dico “no, grazie”, il resto proprio non mi appartiene, sarebbe come subirlo senza che mi interessi davvero e poi c’è un fatto sopra tutti: la mia lentezza che non mi consente di comprendere l’utilità di certe cose, di non approcciarmi a queste applicazioni se non con passi molto felpati…

E c’è, infine, un’altra cosa non meno importante: forse aldilà di pochi elementi, del web non ne sento proprio il bisogno. Scusatemi, forse penserò male ma non ho bisogno che qualcuno guardi le mie foto su Flirk, che qualcuno sappia dove mi trovo in questo preciso istante, che tutti sappiano qual’è il mio profilo professionale, che tutti sappiano tutto di me… Sì, proprio non ne ho bisogno, un po’ perchè tengo alla mia riservatezza, un po’ perchè mi chiedo se questo in fin dei conti sia il modo migliore per soddisfare tutti questi bisogni che restano insoddisfatti…

E… “casomai non vi rivedessi buon pomeriggio, buona sera e buona notte”…

Nicola.

5.04 pm

Celebro la vita.

novembre 2, 2008

Mai come il 2 novembre i cimiteri italiani sono così pieni di vivi, o meglio sarebbe dire presunti vivi… Se non fosse tutto così tragicamente vero, verrebbe da ridere nel vedere tanti ominidi portare mazzoni di fiori più pesanti di loro, abbellire un pezzettino di marmo per farlo più bello del vicino… Mi chiedo perchè sedicenti cattolici fanno questo… O più semplicemente cosa porta l’umana ragione a far ciò… Sembra quasi che di ragione ci sia poco o nulla…

In questi momenti, mi viene in mente un celebre dialogo tra Dioniso e Demetra:

Dioniso. Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere. […] Ma che vuoi che gli diamo? Qualunque cosa ne faranno sempre sangue. Demetra. C’è un solo modo, e tu lo sai. […] Dare un senso a quel loro morire. […] Insegnargli la vita beata. […] Insegnargli che ci possono eguagliare di là dal dolore e dalla morte. Ma dirglielo noi. Come il grano e la vite discendono all’Ade per nascere, così insegnargli che la morte anche per loro è nuova. […] Moriranno e avran vinta la morte. Vedranno qualcosa oltre il sangue, vedranno noi due. Non temeranno più la morte e non avranno più bisogno di placarla versando altro sangue. (Cesare Pavese – Il mistero).

Buona vita a tutti,

Nicola.

Una bella notizia…

ottobre 25, 2008

Grazie Antonio.

Nicola.